venerdì 16 gennaio 2009

ANTICHI VIAGGIATORI IN SICILIA.Pezzi di diario.


Tratto da "Viaggio in Sicilia " di Guy de Maupassant.
Loro, i templi, eterne dimore degli dei, morti come i loro fratelli uomini, rimangono sulla collina selvaggia, distanziati uno dall'altro circa mezzo chilometro […] […] Certo, la Sicilia è, anzitutto, una terra divina, in quanto, se vi si trovano queste ultime dimore di Giunone, di Giove, di Mercurio e di Ercole, vi si incontrano anche le chiese cristiane più notevoli che esistano al mondo. Ed il ricordo che conservate delle cattedrali di Cefalù, o di Monreale, così come della Cappella Palatina, quella meraviglia unica, è più forte e più vivido ancora del ricordo dei monumenti greci. […] Tornando verso Palermo, guardavo, sulla mia sinistra, una cittadina posta a mezz'altezza di un monte, con in cima una rovina. La città è Monreale, e la rovina il Castellaccio […][…] La strada aggira la montagna ed arriva finalmente nella città, originalissima, molto colorita e tremendamente sporca. Le strade a scalini sembrano pavimentate con denti aguzzi. Gli uomini si avvolgono la testa in fazzoletti rossi, alla maniera spagnuola.
Ecco la cattedrale, insigne monumento, lungo più di cento metri, a forma di croce latina, con tre absidi e tre navate, separate da diciotto colonne di granito orientale poggianti su un basamento di marmo bianco e uno zoccolo quadrato di marmo grigio. Il portale, veramente stupendo, fa da cornice a magnifiche porte di bronzo, eseguite da Bonannus, civis Pisanus.L'interno dell'edificio mostra ciò che si può vedere di più completo, di più ricco e di più impressionante per quanto concerne la decorazione a mosaico su sfondo dorato.Tali mosaici, i maggiori di Sicilia, ricoprono interamente le pareti, con una superficie di seimilaquattrocento metri quadrati. Figuratevi queste immense e superbe decorazioni che illustrano, in tutta la chiesa, la favolosa storia dell'Antico Testamento, del Messia e degli Apostoli. […] In fondo al coro, una figura immensa di Gesù, somigliante a Francesco I, domina l'intera chiesa, sembra riempirla e schiacciarla, talmente possente ed enorme è la strana immagine […]Si entra poi nell'antico chiostro dei Benedettini…Chi predilige i chiostri vada a passeggiare in questo: dimenticherà quasi tutti gli altri visti in precedenza.Come si può non adorare i chiostri, luoghi tranquilli, chiusi e freschi, inventati, a quanto sembra, per far nascere il pensiero, che sgorga dalle labbra profondo e chiaro, mentre si procede a passi lenti sotto le lunghe arcate malinconiche? […]
[…] Si parte da Messina, a mezzanotte, in un lurido battello a vapore, in cui i passeggeri di prima classe non trovano neanche panchine per sedersi sul ponte.Nessun alito di brezza; soltanto l'avanzate della nave turba l'aria calma addormentata sulle acque.Le rive della Sicilia e le coste della Calabria esalano un odore così intenso di aranci in fiore, che l'intero stretto ne è profumato come una camera femminile. Ben presto, la città si allontana, passiamo tra Scilla e Cariddi, le montagne si abbassano dietro di noi, e, sopra di esse, appare la cima schiacciata e nevosa dell'Etna, che sembra incappucciata d'argento al chiarore della luna piena.Quindi si sonnecchia un pò, cullati dal rumore monotono dell'elica, per riaprire gli occhi alla luce dell'alba nascente.Laggiù, di fronte a noi, ecco le isole Lipari. La prima a sinistra e l'ultima a destra lanciano in cielo un denso fumo bianco. Sono Vulcano e lo Stromboli. Tra questi due vulcani, si scorgono Lipari, Filicuri, Alicuri, ed alcuni isolotti molto bassi.Poco dopo, la nave si ferma davanti all'isoletta e alla cittadina di Lipari.Alcune case bianche ai piedi di una grande costa verde. Null'altro, nessun albergo, dato che nessun forestiero sbarca mai sull'isola.E' fertile, graziosa, circondata da rocce magnifiche, dalle forme bislacche, di un rosso intenso e morbido.Vi si trovano acque termali che furono un tempo frequentate, ma il vescovo Todaso fece distruggere i bagni che erano stati costruiti, al fine di sottrarre il proprio territorio all'affluenza e all'influenza degli stranieri.Lipari termina, a nord, con una singolare montagna bianca che, da lontano, sotto un cielo più freddo, ognuno scambierebbe per una montagna di neve. Da qui si estrae la pietra pomice per il monto intero […] […] Attorno a noi, vediamo adesso dei vigneti, vigneti piantati nella lava, alcuni giovani, altri vecchi. Poi, ecco una landa, una landa di lava coperta di ginestre fiorite, una landa dorata; quindi, attraversiamo l'enorme colata del 1882; e rimaniamo senza fiato di fronte a questo fiume immenso, nero ed immobile, ribollente e pietrificato venuto da lassù, dalla cima fumante, così lontana, lontanissima, a circa 20 chilometri.Questo fiume ha seguito delle valli, contornato dei picchi, attraversato pianure; ed eccolo ora accanto a noi, arrestato di colpo nella sua marcia quando si è esaurita la sorgente di fuoco.
Saliamo… Attraversiamo un magro bosco, cresciuto pure sulla lava, e ad un tratto si alza il vento. Prima è un soffio brusco e violento seguito da un momento di calma, poi una raffica furiosa, appena interrotta, che solleva e trascina via un nuvolone di polvere.Ci fermiamo dietro una muraglia di lava per attendere che si plachi, e rimaniamo lì fino a notte. Alla fine, bisogna ripartire, nonostante il perdurare della tempesta.E, a poco a poco, il freddo ci prende, quel freddo penetrante delle montagne, che gela il sangue e paralizza le membra. Sembra nascosto, in agguato nel vento; punge gli occhi e morde la pelle col suo morso di ghiaccio. Andiamo avanti, avvolti nelle nostre coperte, interamente bianchi come Arabi, con i guanti alle mani, con la testa coperta, lasciando camminare in fila i nostri muli che inciampano nel sentiero aspro ed oscuro […][…] La bestia è calma. Dorme là in fondo. Proprio in fondo. Solo il denso fumo esce dal prodigioso camino, alto 3.312 metri. Attorno a noi, lo scenario è ancora più strano. Tutta la Sicilia è nascosta da brume che si fermano vicino alla costa e velano unicamente la terra, di modo che ci sentiamo in pieno cielo, in mezzo ai mari, al di sopra delle nuvole, così in alto, talmente in alto che pure il Mediterraneo, che si estende ovunque a perdita d'occhio, sembra essere il cielo azzurro. L'azzurro quindi ci avvolge da tutte le parti. Siamo in piedi su un monte sorprendente, uscito dalle nuvole ed annegato nel cielo che si stende sulle nostre teste, sotto i nostri piedi, dappertutto […]
Tratto da Viaggio in Sicilia di Guy de Maupassant



Nessun commento: