L’estate del mio paese.
Di tanti anni fa.
L’estate dal caldo secco,
senza condizionatori.
Col sole che bruciava
e non sempre imperlava
la fronte di sudore.
L’estate dei lunghi pomeriggi
trascorsi al bar del paese, a guardare partite di tressette,
interminabili,
tra vecchi professionisti delle carte,
mentre un 45 diffondeva, leggera,
l'armonia degli "scarafaggi";
L’estate della Birra Messina
nelle bottiglie di vetro vero.
L’estate del vociare dei bandezzatori
a mezza mattinata:
melanzane da Nofrio Chillemi a quaranta lire l’una;
pomodori per salsa da Giovanni Crisafulli
a settecento lire a cassa;
pesche lisce a settanta lire al chilo, da Micio Chillemi;
granita di caffè da Ciccio Ragno;
gelato alla banana da Nino Crupi.
L’estate dei primi pullmann di turisti
che affollavano divertiti
le nostre piazze medievali ,
e che andavano in visibilio
appena Sarino accennava
i motivi musicali del "molleggiato";
L’estate delle prime minigonne
che venivano dall’Inghilterra
a turbare i sogni dell’adolescente,
come era avvenuto con Marylin,
qualche anno prima.
tamariciano53
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